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Progetto Ninfea Bianca del Trasimeno

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Ninfea Bianca del Trasimeno

 

 

Lungo la costa del Trasimeno internamente al canneto, localizzata in acque con profondità variabile tra 1,5 e 2 metri, è situata la fascia delle idrofite emergenti e del lamineto; in tale fascia un tempo era presente la ninfea bianca (Nimphaea alba) che formava estesi tappeti di foglie galleggianti (lamineto) ed è oggi scomparsa dal lago.

 

 

Due le principali cause che hanno determinato tale situazione:

  • la riduzione del canneto e di conseguenza la scomparsa dei “chiari” ovvero di quelle “porzioni di lago” completamente circondate dal canneto e quindi riparate dalle onde e dai venti. I “chiari” costituivano l’habitat ideale delle ninfee;

  • la presenza della nutria (Myocastor coypus) che mangiando le piante e i fiori delle ninfee impedisce loro la riproduzione.

Non è chiaro se una delle due cause sia prevalente o se è l’azione congiunta di entrambe ad aver determinato la scomparsa della ninfea bianca dal lago, di fatto nell’arco del 1997- 1999 due operatori dell’Oasi La Valle, Mario Muzzatti e Monica Montefameglio, durante rilievi fitocenotici normalmente realizzati nell’ambito della gestione dell’Oasi stessa, notarono la progressiva diminuzione della specie e decisero di prelevare alcuni rizomi per deporli in una “vasca” posizionata dentro l’Oasi così da non perdere tale importante elemento di biodiversità.

Da allora la ninfea bianca scomparsa dal Lago sopravvive in tale vasca da cui nel tempo sono stati prelevati rizomi per:

  • numerosi tentativi di reintroduzione in natura, ovvero sul lago; tutti , purtroppo, sono falliti: le ninfee reintrodotte o sono subito morte o sono state mangiate dalle nutrie;

  • creare una seconda “vasca” di “salvataggio della specie” posizionandola presso il Centro Ittiogenico di S. Arcangelo;

  • permettere la introduzione della specie presso aree protette dell’Isola Polvese, in acque chiuse con caratteristiche analoghe ai “chiari” del Lago e protette dalla presenza delle nutrie.